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Settembre 2020
MARTEDI

World Wide Woman – Pianeta Donna

Eterologa: poche donazioni, arrivano le cliniche straniere.

Scritto da Alky il 22 - Febbraio - 2015 Commenta - Letto 5.494 volte

donazione pma

Abbiamo già visto come a suon di sentenze la Consulta abbia smontato la Legge 40 che impediva alle coppie di genitori (e non) di far ricorso alle varie forme di fecondazione assistita nel territorio italiano.
Come spesso accade le discussioni sono continuate tra le polemiche di chi rimane nelle sue  posizioni ideologiche di origine.

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Fermo restando il fatto che, a forza o a ragione, il Servizio Sanitario tornerà ad occuparsi delle coppie che vorranno ricorrere alle tecniche di fecondazione (anche se alcune regioni come la Lombardia cercano di aggirare l’ostacolo con tariffe eccessive), quello che sta accadendo oggi è che, più che le coppie italiane rimangano nel loro paese per la PMA, siano le cliniche estere a sbarcare in Italia per offrire i loro servizi da completare poi nei loro centri.

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Basta dare un’occhiata a quello che pubblica il Corriere

“È una situazione di caos che favorisce le cliniche estere, pronte ad allargare il  business in Italia. A Milano ha appena aperto un ambulatorio spagnolo dell’ Institut Marquès, costola dell’omologa clinica di Barcellona, alla quale si rivolgono duemila coppie italiane all’anno.
L’istituto offre un programma che prevede lo svolgimento a Milano delle visite mediche, delle ecografie di controllo e soprattutto del congelamento del  campione di seme che viene spedito al laboratorio di Barcellona, dove sarà poi fecondato con gli ovociti donati dalle spagnole.
Così le pazienti dovranno recarsi a Barcellona, solo per poche ore, per il  trasferimento degli embrioni.
La Corte Costituzionale ha fatto cadere il divieto di eterologa anche per limitare i viaggi della speranza all’estero, con l’obiettivo di evitare la discriminazione tra chi può economicamente permetterseli e chi no. I viaggi, in effetti, non servono più (o quasi).”
– leggi tutto-

Diciamo allora che il risultato che la Consulta si augurava non era esattamente questo.

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Il problema è la conseguenza del fatto che in Italia non si trovano donatrici per l’eterologa e che, complice la totale assenza di campagne di sensibilizzazione, la cosa potrebbe non cambiare nel breve periodo.
Ignoranza in materia, interferenza della Chiesa, scarso senso civico, chiusura mentale, molti sono i motivi a cui imputare l’arretratezza con cui viene affrontato l’argomento, motivi duri a cambiare dopo 10 anni di “Legge 40” che oltrettutto ha fatto sì che non fossero istituite “banche” per la raccolta di gameti.

stradaperunsogno.

C’è poi un altro problema sulla scarsità di donazioni, quello del rimborso.
Sebbene il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin abbia dichiarato che la donazione degli ovuli è equipatrata a quella del sangue e del midollo e pertanto dia diritto al rimborso dei costi di esami e dei permessi retribuiti, il compenso pare sia davvero minimo se confrontato con quello presente negli stati in cui da anni molte donatrici possono avere.

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Secondo un recente sondaggio, il 59% degli italiani sarebbero favorevole alla fecondazione eterologa, ma solo il 38% la praticherebbe.
La percentuale potrebbe aumentare se fosse messa in atto una campagna di sensibilizzazione che renda consapevole le persone ma, vista la poca attenzione verso tutte le forme di donazione (non fà eccezione neppure quella di sangue e di organi per lo più pubblicizzate solo nei vari enti), mi permetto di dubitarne.

Sempre che ci sia la volontà di farlo!


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